Converse e il mito della scarpa con la stella

La Converse Rubber Shoe Company nasce nel 1908 a Malden nel Massachusetts, Stati Uniti,prendendo il nome del suo fondatore Marquis M. Converse. Inizialmente la produzione era quella di galosce e altre calzature in gomma per uomo, donna e bambino.

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La fabbrica Coverse alle origini

Dopo circa cinque anni dalla sua nascita Converse cerca di migliorare il proprio business proponendo una scarpa specifica per lo sport. Una scarpa per il basket formata da una suola in gomma nera e una tomaia completamente in tela che abbraccia la caviglia di modo da avere una scarpa allo stesso tempo comoda e leggera. È il 1917 e nasce la Converse All-Star.
Malgrado l’intento di Converse fosse quello di creare una sneaker adatta ai giocatori di basket, nei primi anni dalla loro nascita le All Star non riscossero il successo desiderato.
La stima dei compratori All Star si comincia a riscuotere nei primi anni ’20 del ‘900, quando il famoso cestista americano del tempo, Chuck Taylor cominciò ad utilizzarle.

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Chauck Taylor con le sue All Stars

Taylor apprezzò le caratteristiche delle All Star e le portò in lungo e in largo per gli Stati Uniti durante le sue partite. Il giocatore era così innamorato delle sue scarpe che andava lui stesso direttamente in azienda per comprarle e migliorarne le caratteristiche in base alle sue esigenze.
Finalmente le Converse All Star, grazie al loro testimonial e alla sua fama riscossero un enorme successo all’interno del mondo del basket americano tanto da essere le sneakers più utilizzate nel mondo del basket. Nel 1922 l’azienda decise di pubblicare un annuario, il primo Converse Basketball Yearbook, che racchiudeva foto e interviste di tutti i giocatori che utilizzavano le famigerate sneakers. Fu un ottimo strumento di marketing per mostrare al mondo intero quali scarpe usassero i campioni.
Nel 1932 l’enorme successo di All Star grazie a Chuck Taylor convinse l’azienda ad imprimere sulla patch della scarpa il nome del famoso cestista. Nome rimasto negli anni e mai tolto!
Il binomio Converse e Taylor continuò nel tempo e per le Olimpiadi del 1936 il cestista disegnò una nuova All Star. La sneaker si presentava completamente bianca con rifiniture di colore rosso e blu che richiamavano i colori della bandiera degli Stati Uniti. Rimase la scarpa ufficiale dei giochi olimpici fino al 1968.
Nonostante la sneaker di Converse riscuotesse successo, l’azienda sentiva il bisogno di proporre una novità sul mercato. Era il 1957 e nacquero le All Star Low Cut, che riproponeva tutte le caratteristiche della High Top, ma era bassa sotto la caviglia.

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James Dean indossa un paio di Converse

Tutto procede bene fino agli anni Settanta. Periodo del boom economico mondiale. Cominciano a emergere nuovi brand. Iniziano a spopolare nel mercato le sneakers di aziende come Adidas e Nike. I competitors proponevano scarpe colorate e con tecnologie nuove quali cuscinetti o tacchetti che rendevano le scarpe molto più comode per un utilizzo sportivo. I giocatori di basket dirottarono le loro scelte per le scarpe prodotte dagli altri brand e Converse perse il suo grande appeal per gli sportivi del parquet.
Nonostante ciò le sneakers con la stella non persero il loro prestigio nel mercato. Anzi. Le mitiche Chuck cominciarono ad essere le sneakers più utilizzate dai giovani del periodo.

Artisti della musica e del cinema dell’epoca cominciarono ad utilizzarle contribuendo ad aumentare la loro notorietà di scarpe comode, dal design allo stesso tempo semplice e unico. Altro aspetto fondamentale per la loro incredibile “riuscita” era il fatto che fossero sneakers economiche, per tutti.
La fine degli anni ’70 cominciò a segnare il declino per l’azienda Converse. Scelte aziendali sbagliate di non investire in nuove tecnologie e un marketing poco mirato portarono pian piano ad un calo vertiginoso delle vendite.

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Chuck Taylor II

Arriviamo così ai primi anni 2000, 2003 per la precisione. Anno in cui l’azienda ormai sull’orlo del fallimento si è dovuta piegare e accettare l’offerta economica di Nike che la rileva per 305 milioni di dollari.

Dopo il suo acquisto Nike decide saggiamente di non stravolgere il layout di una scarpa che ha segnato un mito per intere generazioni.
Nasce la Chuck Taylor II per i millennials. Esternamente la nuova sneaker appare per lo più invariata rispetto all’icona per grandi e piccini. Le modifiche sostanziali si hanno al suo interno, grazie all’esperienza dettata dalle nuove tecnologie, vengono apportate modifiche alla suola interna, realizzata con la tecnologia Lunarlon per dare maggiore confort a chi le indossa. Altre modifiche vengono apportate alla linguetta a doppia imbottitura e antiscivolo, una fodera in pelle scamosciata e una resistente tela esterna.

converse-street-wear Converse e il mito della scarpa con la stellaAd oggi risulta che dalla loro nascita siano state vendute circa 800 milioni di paia di Converse Chuck
Taylor, con una continua vendita di quantità impressionanti.Nonostante ne siano state ideate di svariati colori, con rifiniture con borchie o effetto invecchiato, con materiali diversi dalla classica tela, le versioni sia Hi Cut che Low Cut più apprezzati rimangono e rimarranno sempre le classiche bianche o nere…

Enjoy Your Sneaker.

 

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